giovedì, 30 giugno 2005
Non fare quella faccia se mi vedi spaventata.
Non darmi una pacca sulla spalla per poi voltarti subito dopo.
Di che ti preoccupi? Tu sei forte...
Questo è quello che credi tu, io preferisco dire che "necessità fa virtù".
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giovedì, 30 giugno 2005
Mangiato dalle farfalle

Forse vincerò alla lotteria irlandese
forse diventerò pazzo
forse
forse l'assicurazione contro la disoccupazione o
una ricca lesbica in cima a una collina

forse re-incarnazione in una rana…
o 70.000 dollari trovati a galla in un sacchetto di plastica
nella vasca da bagno

ho bisogno di aiuto
sono un uomo grasso mangiato da
alberi verdi farfalle e da te

gira gira
accendi la luce
i denti fanno male, i denti della mia anima fanno male
non posso dormire
prego per i tram morti
i topi bianchi
motori in fiamme
sangue su un camice verde in una sala operatoria a
San Francisco
e sono imprigionato
ahi ahi
folle: il mio corpo là pieno di nient'altro che
di me
me intrappolato a metà strada fra il suicidio e
la vecchiaia
che mi affanno nelle fabbriche accanto ai
ragazzi
tenendo il passo
bruciando il mio sangue come benzina e
facendo sogghignare
il caposquadra

le mie poesie sono soltanto scarabocchi
sul pavimento di una
gabbia.

Charles Bukowski
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mercoledì, 29 giugno 2005


Disegni di vetro...
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mercoledì, 29 giugno 2005
Mutazione

Millenni di sonno mi hanno cullato
ed ora ritorno. Qualcosa è cambiato
non scorgo segnale che annunci la vita
eppure l'avverto ci son vibrazioni.
Che cosa vedranno tra poco i miei occhi
magari saranno dei corpi di pietra
li sento arrivare li sento arrivare.

Franco Battiato

[Fetus, 1971]
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mercoledì, 29 giugno 2005
La caligine rende tutto opalescente e io mastico vento secco di sabbie africane.
Ho costruito una stanza dalle pareti di acqua e, come in fondo all'oceano, puoi vederci passare una sirena.
Anch'ella è di acqua e così il suo canto. Lo sono per non scuotere il fluido che li contiene e non creare neppure il minimo fruscìo.
Puoi sederti lì in mezzo a farti cullare i pensieri dal silenzio.
Puoi ascoltare il canto muto di Yemanjà e quando vorrai uscire dalla stanza troverai, sull'uscio, una perlina turchese.
L'ha lasciata lì perché tu abbia la certezza che non hai sognato.
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martedì, 28 giugno 2005
Lacco le unghie e faccio fatica seguire i bordi. Mi trema un po' la mano.
Ho paura, sì.
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martedì, 28 giugno 2005
L'estate.
Lasciva e dai movimenti morbidi e fluttuanti.
I colori troppo forti accecano, ossimoro naturale con il cielo che, castigato dall'eccessiva luce, si fa chiaro. Azzurro impalpabile e non saturo.
Lunghi pomeriggi che aspettano le notti nella speranza di un po' di sollievo al caldo rovente.
Corpi sudati e assopiti, quasi immobili, tutti uguali. E in quella scioglievolezza delle membra, la mente, liberamente, viaggia nella dimensione rarefatta degli oggetti deformati dal calore a pochi centimetri al di sopra dell'asfalto.
Occhi socchiusi per vedere senza la vista.
E il viaggiare con la mente, una volta tanto, non è una colpa, bensì naturale dispiego degli eventi.
E il sentire il corpo nel suo abbandonarsi non è, una volta tanto, necessità primaria del trovare un limite tangibile ai pensieri, di contenerli perché non si facciano dispersione incorporea pericolosa, ma solo lasciare il passo a una contemplazione oziosa.
E' nell'estate che il ritmo del mio corpo e della mia mente trovano la loro gratifica.
E' nel languore naturale che trovo il giusto spazio per entrambi.
E apro la finestra per farmi accecare dai miei pensieri che poi si assopiscono, senza ferirmi, quando il corpo diventa, di per sé, afa.

Sì, è l'estate la mia stagione interiore...
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martedì, 28 giugno 2005
Camera a Sud


Rubami l'amore e rubami
il pensiero di dovermi alzare
e ruba anche l'ombra di fico che copre
il cicalar della comare
che vedo bianco di calce e pale
pigramente virare
e ho in bocca rena di sogno
nella rete del sonno meridiano
che come rena
mi fugge di mano

Che sudati è meglio
e il morso è più maturo
e la fame è più fame
e la morte è più morte
sale e perle sulla fronte
languida sete avara
bellezza che succhi la volontà
dal cielo della bocca
bocca bacio di pesca che mangi il silenzio
del mio cuore

Sud
fuga dell'anima tornare a sud
di me
come si torna sempre all'amor
vivere accesi dall'afa di Luglio
appesi al mio viaggiar
camminando non c'è strada per andare
che non sia di camminar

Mescimi il vino più forte più nero
talamo d'affanno
occhio del mistero
olio di giara, grilli, torre saracena
nell'incendio della sera
e uscire di lampare
lentamente nel mare
bussare alle persiane di visioni
e di passi di anziani

Sud
fuga dell'anima tornare a sud
di me
come si torna sempre all'amor
vivere accesi dall'afa di Luglio
appesi al mio viaggiar
camminando non c'è strada per andare
che non sia di camminar

Rubami la luna e levagli
la smorfia triste quando è piena
e ruba anche la vergine azzurra
che ci spia vestirci stanchi per uscire
fresca camicia di seta in attesa
croccante e stirata
per lo struscio e un'orzata
nel corso affollato in processione
la banda attacca il suo marciar
così va la vita

Vinicio Capossela


Dolce spossatezza malinconica dell'estate...

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lunedì, 27 giugno 2005
Canto

Ho gli occhi chiusi a guardare i tuoi palmi.
Ascolta.
Ciò che so me lo stai ripetendo senza voce e ciò che neppure immagino avrò un giorno, forse, bocca per accoglierlo.
Ascolta ancora i miei occhi chiusi.
Io non mi domando cosa non riesco bene a vedere sui caratteri della tua pelle:
lo leggo sotto le tue unghie quando ti spogli. Lo leggo nella tua saliva, quando il suo calore cambia e tu non te ne accorgi.
Non puoi leggere nei miei occhi di te stesso. Non puoi perché sei arrabbiato e non con me.
O forse sì.
Io ti ho scelto, tu non ti scegli.
Non ancora.
Ma io mi siedo qui, accanto a te.
Un giorno mi chiederai di aprirli gli occhi.
E ci guarderai.
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domenica, 26 giugno 2005
Quelli che dio vuole distruggere, prima li fa impazzire.

Euripide (484-406 a.C.)
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