mercoledì, 31 agosto 2005
Cammino piano sulla mia bocca, pestando un po' i piedi.
Taci
martedì, 30 agosto 2005
Accetto passivamente questa giornata e l'umore che mi consegna in un pacchetto mal sigillato.
lunedì, 29 agosto 2005
Impazzirò cercandoti
in ogni cosa del mondo che vedo
e che non so spiegare
dis moi pourquoi
ci legano
cieco il destino dell’uomo
che è debole e non può uscire
je t’adore
ik hou van jouw
will i find out?
impazzirò sfiorandoti
in ogni cosa del mondo che so
e che non so sfiorare.
Scisma
Oggi è così...
lunedì, 29 agosto 2005
Oggi è tutto orizzontale. Vivo sdraiata e mi è negata la percezione del "basso" e dell'"alto".
Mi tuffo di testa nell'orizzonte, tanto non mi sembrerà di cadere.
sabato, 27 agosto 2005
Le 10 lire di mia nonna ora sono nella tua tasca e le porterai con te, lo so.
Attraverseranno il mare insieme a te.
Mi fa male da morire questo "allontanamento".
Sembra che l'isola voglia tutti i miei affetti per sé.
La tua lacrima è bella quasi quanto te.
È vero, Do', ma poi torniamo tutti.
E io aspetto e abbraccio forte.
Sorrido e penso a quella moneta e mia nonna che il mare non l'ha visto mai.
venerdì, 26 agosto 2005
Anche quando gli scogli
si inabissano
E dalla riva
tracce di vento
l'oceano brucia di nubi
spegnendo il cielo
(È) l'ira dell'isola
che si risveglia, lei lo sa
solo una scia, un grido lontano
Frederick
La nonna di Frederick lo portava ancora al mare
e sulla sabbia impronte
quelle ormai di un uomo
E dalla riva
come un tempo
l'oceano brucia di nubi
nere nel cielo
Ma non è l'isola
emorragia chimica
è un'agonia di lamiere lontano
Frederick
La Nonna di Frederick lo portava al mare, Quintorigo
giovedì, 25 agosto 2005
Ingresso.
giovedì, 25 agosto 2005
Qualcuno una volta mi disse che le donne innamorate hanno una luce che le rende più belle e attraenti.
Ho riso a tale affermazione.
Oggi mi chiedo se ci sia qualcosa di vero in quelle parole.
mercoledì, 24 agosto 2005
Era tanto che non sentivo il profumo sui tuoi abiti.
Borotalco e corteccia della legna che fissavi, dondolandoti sulla tua piccola sedia impagliata, mentre scoppiettava nel camino.
Il profumo delle patate nascoste sotto la cenere e delle mele cotte.
Le tue guance morbide e piene come cuscini di piume.
Stanotte ti ho rivista e sorridevano i tuoi occhi trasparenti, uguali a quelli di mio padre.
Ho tante cose da dirti, da raccontarti.
Stanotte sono riuscita a dirtene poche, ma eri contenta di sentire.
So che, almeno tu, sei fiera di me.