lunedì, 25 dicembre 2006
Quando il tuo sguardo sembra perdersi nell'unica fessura tra le tue due dita che sorreggono la sigaretta non so quali siano le domande che ingoi. Quali che non pronunci. Ma so che quegli attimi, in cui sembri più lontano, mi piacciono da morire. E ringrazio per quel disperdersi nella tua gola.
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mercoledì, 20 dicembre 2006
Canticchio qualcosa che mi è rimasto in testa da ieri sera, ma mai saprei dire che canzone sia. Le note mi arrivavano distratte dalle risate, anche loro pensavano alle avventure di ogni giorno.
Mente mesce e balla anche mentre si svacca sulla poltrona. Spennacchiotto segna le dieci e dieci e molleggia a ogni frase pronunciata, in un ritmo perfetto da orologio perpetuo, Bradipo mangia patate e si improvvisa grande critico culinario. Criccri si trasforma, piano, in un dessert di panna e fragole; Quella Bambina Piccola ci fa salutare i polpacci come regalo di Natale, il Capo ride nella lasagna e si dimentica di non bere a stomaco vuoto; la Fashion sfoggia una gonna che fa venire l'acquolina in bocca. Gli altri ondeggiano tutti come la risacca insieme a noi. Nascondo la camicia nella meringa e un Piccione Valiant me la pulisce con il becco. È una cena tra amici, ma potrebbe essere anche una normale giornata di lavoro, se solo fossimo sudati.
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martedì, 12 dicembre 2006
Si è fragili quando si risuscita. Meglio essere forti d'inferno.
Quiete negli occhi e miele nelle pozzanghere.
Più si è in basso, più si ha una prospettiva verticale della vita.
Nelle linee infime si annida la verità, mi spiega F..
Io sono trasversale, obliqua e non ho accesso a quello che mi racconti.
Puoi spingermi con il fiato, come se fossi una goccia sul finestrino.
Sono solo in subaffitto, chiedete al padrone di casa cosa bisogna fare per avermi.
Al massimo continueremo a incontrarci per i corridoi.

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sabato, 02 dicembre 2006
Provini a contatto
Provini a contatto

Semplicemente una accanto all'altra. Immagini tutte insieme, proprio come sono adesso: attaccate dietro ai miei occhi. Senza pause, senza soluzione di continuità. Specchi, capelli, visi sconosciuti e occhi amichevoli. Un bambino tira un calcio ad un pallone e segnerà, sfondando la mia retina come una porta vuota, non custodita.
Archivio. Senza nomi né date. Accumulo. Senza separare il bene dal male.
Una sirena mi chiama, travestita da nebulosa.
La insulto a mezza bocca e tiro avanti, verso il treno.
Non posso sostenere il suo sguardo, ma solo perché non esiste.
Non voglio più sentir parlare di possibilità, nemmeno da Michel, nonostante lo ami.
Non voglio isole, non voglio altro che fare quello che non dovrei fare.
Tanto cosa ne sai tu di quanto costa? Non voglio alcuna rivincita, ma lasciami ridere e fa che non sia di troppo. Nemmeno una lacrima.
Ho pianto una sola volta da quando ero una bambina, il problema è solo riuscire a smettere.
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sabato, 02 dicembre 2006
Io ti parlo, ti parlo ancora.
Solo perché so che non mi ascolti, se mi prestassi orecchio non mi farei uscire nemmeno un fiato.
Qualcuno mi domanda a gran voce di aprire una porta. Ma non vedi che non c'è nessun confine?
Il dentro e il fuori sono la stessa cosa. Non c'è nulla da scavalcare per raggiungermi. Non c'è nessuno in casa, non suonare il campanello.
Entra, se proprio ti va, e siediti dove ti pare. È pieno di cuscini morbidi e bicchieri da riempire per brindare all'assenza. Di chi vuoi tu.
Ci sono cose che non saprai mai, tante cose. Piccole. Così piccole che si sono incastrate tra le papille della lingua. Non devi saperle mai, non sono tue e, ormai, nemmeno più mie. Ma sono esistite.
Non chiederti dove vado quando lo sguardo si perde, non c'è nessun altro luogo che possa essere scandagliato. Accesso negato. Negato da sempre. A chiunque.
Non posso entrarci io, non commettere l'errore di presunzione di poterci andare tu.
E il resto, il resto lascialo dov'è. Puoi vivere senza conoscere.
Ci sono cose che non si dicono, sono troppo dentro per condividerle.
La mia essenza non è discutibile, non è merce di scambio.
Non ci sono vetrine, ma quello che si vede, osservando con molta attenzione, è tutto quello che si può avere.
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