martedì, 30 gennaio 2007
È rischioso giocare d'azzardo, ma è proprio per quello che si tenta.
Le mie ossa te le sei tenute come pegno, a nulla mi servirebbero per strisciare fino allo specchio sporco di saliva.
Ti sento parlare e tutto già si tinge di nostalgia. Lì hai tutto e qui?
Forse è il caso di chiamare gli aruspici a sezionare le viscere di qualche mal capitato uccello. Meglio non tentare ancora la sorte.
E non ho nulla né della fata, né della strega, eppure impasto il fango con il mio sangue come potessi dar vita a qualcosa. Ma tutto è sterile.
Non fingo, se me lo permettessi ti farei vedere cosa c'è qui dentro, ma temo mi guarderesti con quegli occhi con cui guardano lei. Gli stessi occhi che la sposeranno.
Carta.
Lascia stare, respira ancora finché puoi.

Un giorno devo esser stata sposata, ma trovo solo cimiteri di cera, con le mani.
Aiutami a cercare gli occhi, per favore.

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domenica, 21 gennaio 2007
Ama il tuo sogno
ogni inferiore amore disprezzalo,
il vento ama
ed accorgiti qui
che sogni solo possono veramente essere
Perciò in sogno a raggiungerti m'avvio.

Ezra Pound
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mercoledì, 17 gennaio 2007
Ho pestato la coda di una sirena mentre scrivevo numeri senza senso sul vetro appannato di un treno blu. Sporco e dall'odore di cipolla soffriitta. In tasca avevo un foglietto unto su cui erano state scritte parole d'amore. Ma non per me, adesso ne sono certa. Volevo buttarlo, ma l'ho rimesso in tasca pensando che l'olio non si cancella, ma si appiccica addosso come le zanzare. In borsa non avevo più le sigarette e non c'erano tabaccai in vista, ma solo un inventario da terminare e ore di lavoro da riempire.
Mio cugino che erano anni che non vedevo mi ha detto che mi trova bene e mi veniva da ridere pensando alla sua bambina che mangia tutto. Ha mentito, ma ne sono felice. Almeno mi trova e usare queste parole non è facile quando si cammina nei cortili vuoti dei palazzi in costruzione.
Pile di libri da spostare e copertine da accarezzare. Ecco quello che volevo: una carezza.
Ridendo sono uscita fuori e una bambina tutta rosa che profumava di caramella mi ha guardato e, camminando, si è voltata per sorridermi. Le ho fatto l'occhiolino e lei ha risposto.
Posso andare a dormire. Ho concluso la mia giornata.
Archiviamo.

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martedì, 16 gennaio 2007
Non avevo niente da dire, se non che l'indomani non avrei parlato.
Non c'é bisogno di reciderle le corde vocali.
Il miele le corrode, lentamente.
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sabato, 06 gennaio 2007
Nessuna fluida lubricità.
Non mi piace la secchezza che fa tossire il corpo e spacca, in crepe, il velo del cuore.
Non posso sapere quando tornerà la pioggia dei monsoni. A sbattere contro le mie imposte chiuse.
Non è sempre così, ma ci sono giorni in cui muoio.

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venerdì, 05 gennaio 2007
È un muro. Potrebbe recintare qualsiasi cosa. Anche il Niente.

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