mercoledì, 19 dicembre 2007
Ho perso.
Ho perso lo sguardo sonoro.
Ho perso il pensiero elettrico.
Ho perso il tocco che dona calore e trasforma in morbidezza.
Ho perso il tesoro dei pirati.
Ho perso le pieghe della pelle, nessun nascondiglio ormai.
Ho perso il respiro che si fonde in un altro respiro.
Ho perso il tempo delle cose e delle date.
Ho perso la semplicità dei suoni che mi riecheggiavano sotto le unghie.
Ho perso la vivacità delle mattine attese come antipasto di giornate ingorde.
Ho perso il posto in fila per un abbraccio ritemperante.
Ho perso le parole sussurrate dentro il cuscino per non svegliarmi.
Ho perso il sonno, ormai anni fa, scaraventato in un canale di scolo vuoto.
Ho perso gli occhi nei sogni orrorifici di ogni notte.
Ho perso la stanchezza per una corsa controvento.
Ho perso la leggiadria dei colori marcati sulla mia pelle.
Ho perso i segni delle unghie sulla schiena.
Ho perso i pensieri che ridono.
Ho perso le luci che scivolano dentro il letto dalle finestre socchiuse.
Ho perso gli schiaffi mai ricevuti.
Ho perso la gentilezza insieme alla patente.
Ho perso l'acqua nella bocca.
Ho perso la guerra, forse, e non la battaglia.


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giovedì, 13 dicembre 2007
E' come se avessi mangiato le nuvole.
E ora, compresse, scivolano liquide dagli occhi.

Cos'è successo?



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domenica, 09 dicembre 2007
Quello che vedo è un'immagine stereotipa che qualunque essere umano vivo avrebbe potuto produrre.
Non c'è di che preoccuparsi, non c'è di che lamentarsi.
C'è da restare.
Forse.



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